Casi particolari di espressione di voto

Pagina dedicata ai Casi particolari di espressione di voto del Comune di Seriate

Con l'entrata in vigore della Legge 27.12.2001 n. 459 i cittadini residenti all'estero iscritti nelle liste elettorali delle 4 Circoscrizioni Estero di appartenenza (Europa – America del Sud – America del Nord e del Centro - Africa, Asia, Oceania e Antartide) per le elezioni politiche e per i referendum voteranno per corrispondenza.

In occasione di ogni consultazione elettorale, l'elettore può comunque esercitare l'opzione al diritto di voto a Seriate dandone comunicazione alla rappresentanza diplomatica o consolare.

Gli elettori residenti all'estero che votano per corrispondenza all'estero hanno la facoltà  di venire a votare in Italia previa apposita e tempestiva opzione, valida per un'unica consultazione.
Il diritto di optare per il voto in Italia degli elettori residenti all'estero deve essere esercitato entro il decimo giorno successivo all'indizione delle votazioni.

L'opzione dovrà pervenire all'ufficio consolare operante nella circoscrizione di residenza dell'elettore.
L'opzione può essere revocata con le medesime modalità ed entro gli stessi termini previsti per il suo esercizio.
Eventuali opzioni effettuate in occasione di precedenti consultazioni politiche o referendarie non hanno più effetto.

"L'art.4-bis, comma 2, della legge n.459/01, prevede che l'opzione di voto per corrispondenza degli elettori temporaneamente all'estero pervenga direttamente al comune d'iscrizione nelle liste elettorali entro il trentaduesimo giorno antecedente la data di votazione e, quindi, entro l'11 maggio 2022.

Modello opzione elettori all'estero - Referendum 2022.
L'opzione può essere inviata al Comune di Seriate:
- per posta - Piazza Angiolo Alebardi,1 24068 Seriate BG)
- per fax  035-304259
- per posta elettronica anche non certificata sportello.cittadino@comune.seriate.bg.it o all'indirizzo pec comune.seriate@pec.it
- oppure può essere recapitata a mano anche da persona diversa dall'interessato.

Per quanto attiene ai contenuti e alle modalità di inoltro, la dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e necessariamente corredata di copia di un documento d'identità valido dell'elettore, deve in ogni caso contenere l'indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale ed una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di cui al comma 1 del citato art.4-bis, resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445.
La prescrizione di un'espressa dichiarazione da parte degli elettori è riconducibile all'esigenza di avere formale notizia della presenza temporanea all'estero degli interessati in possesso dei prescritti requisiti, nonché di acquisire nel contempo i dati necessari per la successiva formazione dell'elenco degli elettori con l'aggiornato indirizzo postale estero, previa necessaria cancellazione, da parte dei comuni, dei rispettivi nominativi dalle liste sezionali in uso per il corrente referendum.
Peraltro, con riferimento al presupposto temporale della presenza dell'elettore all'estero per un periodo minimo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione, si ritiene che la relativa domanda debba ritenersi validamente prodotta ove si dichiari espressamente tale circostanza, ed anche se l'interessato non si trovi all'estero al momento della domanda stessa, purché il periodo previsto e dichiarato di temporanea residenza comprenda la data stabilita per la votazione.
E' allegato l'apposito modello di opzione, che potrebbe essere utilizzato dagli elettori temporaneamente residenti all'estero che intendono ivi esprimere il voto per corrispondenza. Il modello - in formato PDF editabile con alcuni campi resi obbligatori - è formulato in modo da poter essere utilizzato da tutti i temporanei all'estero aventi diritto al voto per corrispondenza, ivi compresi gli elettori di cui ai commi 5 e 6 del citato art.4-bis.
Eventuali opzioni pervenute con un diverso modello sono comunque da considerarsi valide, purché siano conformi a quanto prescritto dal comma 2 del medesimo articolo 4-bis.
Si rappresenta che il suddetto termine del trentaduesimo giorno per le trasmissioni delle generalità degli elettori richiedenti dovrà essere rigorosamente osservato dai comuni, in quanto al relativo adempimento si correla una serie di successivi passaggi procedurali aventi termini ristrettissimi: in particolare, il Ministero dell'interno dovrà, a sua volta, comunicare immediatamente l'elenco dei suddetti elettori al Ministero degli affari esteri, per consentirne l'immediato invio del plico per l'esercizio del voto per corrispondenza.
Si segnala, infine, che per i familiari conviventi dei temporaneamente all'estero aventi diritto al voto per corrispondenza la legge non richiede il periodo previsto di tre mesi di temporanea residenza all'estero.

Specifiche modalità organizzative per il voto di alcune categorie di elettori temporaneamente all'estero. Con una formale Intesa del 4 dicembre 2015 il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell'interno ed il Ministero della difesa, in attuazione dell'art.4-bis, commi 5 e 6, della legge n.459/2001, hanno definito particolari modalità tecnico-organizzative per il voto degli appartenenti alle Forze armate e di polizia temporaneamente all'estero nello svolgimento di missioni internazionali e, rispettivamente, degli elettori di cui all'articolo 1, comma 9, lettera b) della legge 27 ottobre 1988, n.470 (domiciliati presso le Ambasciate e i Consolati).
Si ricorda che la legge, ai suddetti commi 5 e 6 dell'art.4-bis, prevede che tali elettori potranno votare con apposite modalità anche negli Stati ove non è ammesso il voto per corrispondenza per gli elettori ivi residenti.
Alla luce della suddetta Intesa, alcune delle opzioni presentate dagli elettori di cui ai suddetti commi 5 e 6 verranno inviate ai comuni dagli uffici consolari.
Si rappresenta, inoltre, che alcune opzioni potrebbero essere inviate ai comuni direttamente dai Comandi militari."

"L'art.4-bis, comma 2, della legge n.459/01, prevede che l'opzione di voto per corrispondenza degli elettori temporaneamente all'estero pervenga direttamente al comune d'iscrizione nelle liste elettorali entro il trentaduesimo giorno antecedente la data di votazione e, quindi, entro l'11 maggio 2022.
L'opzione potrà pervenire al comune per posta, per telefax, per posta elettronica anche non certificata, e potrà essere recapitata a mano anche da persona diversa dall'interessato.
Per quanto attiene ai contenuti e alle modalità di inoltro, la dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e necessariamente corredata di copia di un documento d'identità valido dell'elettore, deve in ogni caso contenere l'indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale ed una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di cui al comma 1 del citato art.4-bis, resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445.
La prescrizione di un'espressa dichiarazione da parte degli elettori è riconducibile all'esigenza di avere formale notizia della presenza temporanea all'estero degli interessati in possesso dei prescritti requisiti, nonché di acquisire nel contempo i dati necessari per la successiva formazione dell'elenco degli elettori con l'aggiornato indirizzo postale estero, previa necessaria cancellazione, da parte dei comuni, dei rispettivi nominativi dalle liste sezionali in uso per il corrente referendum.
Peraltro, con riferimento al presupposto temporale della presenza dell'elettore all'estero per un periodo minimo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione, si ritiene che la relativa domanda debba ritenersi validamente prodotta ove si dichiari espressamente tale circostanza, ed anche se l'interessato non si trovi all'estero al momento della domanda stessa, purché il periodo previsto e dichiarato di temporanea residenza comprenda la data stabilita per la votazione.
E' allegato l'apposito modello di opzione, che potrebbe essere utilizzato dagli elettori temporaneamente residenti all'estero che intendono ivi esprimere il voto per corrispondenza. Il modello - in formato PDF editabile con alcuni campi resi obbligatori - è formulato in modo da poter essere utilizzato da tutti i temporanei all'estero aventi diritto al voto per corrispondenza, ivi compresi gli elettori di cui ai commi 5 e 6 del citato art.4-bis.
Eventuali opzioni pervenute con un diverso modello sono comunque da considerarsi valide, purché siano conformi a quanto prescritto dal comma 2 del medesimo articolo 4-bis.
Si rappresenta che il suddetto termine del trentaduesimo giorno per le trasmissioni delle generalità degli elettori richiedenti dovrà essere rigorosamente osservato dai comuni, in quanto al relativo adempimento si correla una serie di successivi passaggi procedurali aventi termini ristrettissimi: in particolare, il Ministero dell'interno dovrà, a sua volta, comunicare immediatamente l'elenco dei suddetti elettori al Ministero degli affari esteri, per consentirne l'immediato invio del plico per l'esercizio del voto per corrispondenza.
Si segnala, infine, che per i familiari conviventi dei temporaneamente all'estero aventi diritto al voto per corrispondenza la legge non richiede il periodo previsto di tre mesi di temporanea residenza all'estero.

Specifiche modalità organizzative per il voto di alcune categorie di elettori temporaneamente all'estero. Con una formale Intesa del 4 dicembre 2015 il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell'interno ed il Ministero della difesa, in attuazione dell'art.4-bis, commi 5 e 6, della legge n.459/2001, hanno definito particolari modalità tecnico-organizzative per il voto degli appartenenti alle Forze armate e di polizia temporaneamente all'estero nello svolgimento di missioni internazionali e, rispettivamente, degli elettori di cui all'articolo 1, comma 9, lettera b) della legge 27 ottobre 1988, n.470 (domiciliati presso le Ambasciate e i Consolati).
Si ricorda che la legge, ai suddetti commi 5 e 6 dell'art.4-bis, prevede che tali elettori potranno votare con apposite modalità anche negli Stati ove non è ammesso il voto per corrispondenza per gli elettori ivi residenti.
Alla luce della suddetta Intesa, alcune delle opzioni presentate dagli elettori di cui ai suddetti commi 5 e 6 verranno inviate ai comuni dagli uffici consolari.
Si rappresenta, inoltre, che alcune opzioni potrebbero essere inviate ai comuni direttamente dai Comandi militari."

I degenti negli ospedali e nelle case di cura aventi diritto di voto sono ammessi ad esprimere il loro voto nel luogo dove è situato l'ospedale o la casa di cura.
Gli interessati debbono far pervenire al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritte, tramite il Direttore Sanitario del luogo nel quale sono ricoverati, una dichiarazione attestante la volontà di votare nel luogo di degenza.

La dichiarazione deve indicare il numero della sezione alla quale l'elettore è iscritto ed il suo numero di iscrizione nella lista elettorale sezionale, risultante dalla tessera elettorale in suo possesso; inoltre deve contenere l'attestazione del Direttore Sanitario del luogo di cura comprovante il ricovero dell'elettore.

La dichiarazione deve essere inoltrata al Comune di Seriate, a cura sempre del Direttore Sanitario, non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione. Il Sindaco provvede immediatamente a rilasciare ai richiedenti un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi degli elettori degenti.

Gli elettori degenti non possono esercitare il diritto di voto se non previa esibizione, oltre che della tessera elettorale, anche di tale attestazione.

Per maggiori informazioni, potete contattare l'ufficio elettorale ai numeri telefonici 035.304 255 e 035.304 256.

Gli elettori affetti da gravi infermità che hanno bisogno dell'assistenza di un altro elettore per esprimere il proprio voto, possono richiedere all'Ufficio Elettorale di ottenere l'annotazione permanente del diritto al voto assistito tramite l'apposizione di un timbro sulla tessera elettorale, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di privacy.

L'annotazione permanente del diritto al voto assistito sulla tessera elettorale personale evita all'elettore fisicamente impedito di doversi munire ogni volta, in occasione di consultazioni elettorali, dell'apposito certificato medico (Legge 5.2.2003 n. 17).
La persona interessata (o altra persona delegata) deve presentare:

  • Richiesta tendente ad ottenere l'annotazione permanente del diritto al voto assistito da presentare tramite lo sportello telematico;
  • Tessera elettorale del richiedente;
  • Certificato medico rilasciato dalla A.T.S. di appartenenza che attesti che l'infermità fisica che impedisce all'elettore di esprimere il voto senza l'aiuto di un altro elettore.

Sono da considerarsi elettori affetti da grave infermità i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o altro impedimento di analoga gravità tale da non consentire l'autonoma espressione del voto.
Detti elettori possono esprimere il proprio voto grazie all'assistenza di un elettore appartenente alla propria famiglia oppure di un altro elettore purché entrambi siano elettori di qualsivoglia comune italiano.
Per gli elettori non vedenti è sufficiente esibire il libretto nominativo di pensione, rilasciato ora dall'I.N.P.S. e prima dal Ministero dell'Interno nel quale sia indicata la categoria "Ciechi Civili".
Analogamente, è sufficiente esibire il certificato di pensione, anche per la categoria dei "Ciechi di Guerra".

Le dispizioni sul voto domiciliare previste all'art. 1 del decreto legge 3 gennaio 2006 n.1, convertito dalla legge 27 gennaio 2006 n. 22, come modificato dalla legge 7 maggio 2009, n. 46 si applicano in favore degli elettori "Affetti da gravissime infermità, tali che l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile" anche con l'ausilio dei servizi di trasporto messi a disposizione dal comune; e di quelli "affetti da gravi infermità che si trovino in dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l'allontanamento dall'abitazione".

L'elettore interessato deve far pervenire fra il 40°e il 20° giorno antecedente la data della votazione, al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, la seguente documentazione:

  • Dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l'abitazione in cui dimora, da effettuare online tramite lo sportello telematico polifunzionale;
  • Copia della tessera elettorale;
  • Certificato rilasciato dal funzionario medico, designato dai competenti organi dell’azienda sanitaria locale, da cui risulti la sussistenza, in capo all’elettore, delle condizioni di infermità previste dalla legge; il medesimo certificato potrà attestare altresì la eventuale necessità di un accompagnatore per l'esercizio del voto.

Il Sindaco rilascerà a ciascun elettore che sia stato ammesso al voto a domicilio un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli appositi elenchi.
Il voto sarà raccolto, durante le ore in cui è aperta la votazione, dal Presidente dell'ufficio elettorale di sezione nella cui circoscrizione è ricompresa la dimora espressamente indicata dall'elettore, con l’assistenza di uno degli scrutatori del seggio e del segretario.

La normativa sul voto domiciliare si applica alle seguenti consultazioni:
a) elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica (esclusa la circoscrizione estero, nel cui ambito il voto viene espresso per corrispondenza);
b) elezione dei membri del Parlamento Europeo;
c) consultazioni referendarie;
d) elezioni comunali e provinciali, solo nel caso in cui l'elettore avente diritto al voto domiciliare dimori nell'ambito del territorio, rispettivamente del comune o della provincia per cui è elettore.

Possono avvalersi del voto domiciliare anche gli elettori che risiedono in un comune diverso da quello di iscrizione elettorale; in ogni caso la dichiarazione deve essere presentata al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali si risulta iscritti.

I detenuti non privati del diritto elettorale sono ammessi a votare nel luogo di detenzione.
Gli interessati debbono far pervenire al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, tramite il direttore dell'istituto di detenzione del luogo nel quale sono detenuti, una dichiarazione attestante la volontà di votare nel luogo di detenzione.

La dichiarazione deve indicare il numero della sezione alla quale l'elettore è iscritto ed il suo numero di iscrizione nella lista elettorale sezionale, risultante dalla tessera elettorale in suo possesso; inoltre deve contenere l'attestazione del Direttore dell'istituto di detenzione comprovante la detenzione dell'elettore.
La dichiarazione deve essere inoltrata al Comune di Seriate, a cura sempre del Direttore dell'istituto di detenzione, non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione.
Il Sindaco provvede immediatamente a rilasciare ai richiedenti un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi degli elettori detenuti.
Gli elettori detenuti non possono esercitare il diritto di voto se non previa esibizione, oltre che della tessera elettorale, anche di tale attestazione.

I militari delle forze armate, gli appartenenti a corpi militarmente organizzati al servizio dello Stato e gli appartenenti alla Polizia di Stato sono ammessi a votare, quando abbiano diritto di voto, nel Comune di Seriate se vi si trovano per motivi di servizio e se sono in possesso della tessera elettorale.

Pagina aggiornata il 06/10/2023

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