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Aiutare le rondini: sì ma come?

Osservare, programmare, agire, certamente. Ma anche informare, divulgare, coinvolgere persone. Questo serve oggi per difendere la rondine. Questi sono gli obiettivi del progetto regionale “E’ ora di aiutare le rondini”. Prima di tutto, bisogna conoscere in modo approfondito la vita e il comportamento delle rondini, che ogni anno “spariscono” agli occhi di tutti per compiere una straordinaria migrazione verso l’Africa. È solo a questo punto che si può avviare un percorso di tutela efficace. Come? Sensibilizzando la popolazione e coinvolgendo, per esempio, gli agricoltori e gli allevatori nella conservazione dei nidi esistenti e dei luoghi che questi uccelli scelgono per la riproduzione.

Vuoi saperne di più? Sei un imprenditore agricolo e vuoi partecipare al progetto “E’ ora di aiutare le rondini”? Oppure vorresti avere più informazioni e capire cosa puoi fare concretamente anche tu per difenderle?
Contatta il Parco Regionale Pineta di Appiano Gentile e Tradate
via Manzoni 11 - 22070 Castelnuovo Bozzente (Como)
Telefono: 031 19 88 430 mail: info@aiutiamolerondini.org
sito http://www.aiutiamolerondini.org/

Nidiacei e soccorso.

Con l'arrivo del caldo, la gran parte dei nidiacei (esemplari ancora piccoli) di merli, passeri, civette, abbandona istintivamente il nido quando ancora non perfettamente in grado di volare. L'istinto ci spingerebbe a raccoglierli e a portarli a casa per accudirli: un comportamento che non sempre tuttavia si rivela corretto.
Questi animali non sono abbandonati, anzi sono accuditi dai genitori che li accompagnano nella graduale autonomia attraverso le "cure parentali" tipiche di ogni specie. Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori e danneggiare il processo di “imprinting” senza il quale la creatura in un ambiente naturale si trova indifesa.
Non solo: se l'esemplare è molto piccolo significa condannarlo a morte sicura se non viene affidato alle cure dei centri specializzati.
Inoltre la legge dice che la detenzione di tutta la fauna selvatica è vietata: la normativa nazionale (Legge 1992 n.157) vieta ogni forma di cattura di uccelli e di mammiferi selvatici, nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati (articolo 3) e ogni detenzione dei rapaci notturni (es. gufi, barbagianni, ecc. che sono abbastanza comuni nelle nostre campagne), di picchi, e di altri uccelli e animali di particolare pregio e comunque protetti; in ogni caso per allevare animali selvatici si deve ottenere apposita autorizzazione dalla Provincia. La legge regionale (Legge Regione Lombardia 1993 n. 26) prevede la possibilità di prendere o detenere piccoli di uccelli e di mammiferi, esclusivamente per sottrarli a sicura distruzione o morte, con l’obbligo di avvisare la competente amministrazione provinciale entro le 24 ore successive (articolo 43, comma 1, lett. o).
In caso di ritrovamento di un nidiaceo, valutiamo con attenzione la situazione: se è ferito o in reale stato di pericolo allora possiamo intervenire, diversamente andrà lasciato nel luogo del ritrovamento, perché spesso i nidiacei che troviamo a terra sono solo storditi dalla caduta e appena si riprendono sono pronti a spiccare il volo. In questo caso vanno lasciati liberi. L'unica avvertenza è di tenere lontano eventuali animali predatori ed attendere che la mamma venga a riprenderseli.

Consigli pratici:
- se il nidiaceo è ferito (sono per esempio quelli finiti in mezzo alla strada) possiamo avvicinarci per dargli soccorso, cercando di non manipolarlo troppo: potrebbe dibattersi o ferirsi. E noi potremmo infettarci o infettarlo. Occorrerà quindi usare guanti sterili e procurarsi una scatola di dimensioni non troppo sproporzionate rispetto alle dimensioni dell’animale. La scatola dovrà essere forata per l’areazione, chiusa per farlo stare al buio in modo che si tranquillizzi, imbottita con fogli di carta assorbente da cucina o fogli di giornale. Dopo aver avvisato la Polizia Provinciale, in attesa di portarlo presso un centro CRAS, possiamo mettere nella scatola una vaschetta d'acqua e del cibo;
- ricordiamoci che gli uccelli possono essere frugivori o insettivori: nel primo caso mangeranno semi e frutti di bosco, nel secondo  insetti; se troviamo invece un rapace, ricordiamoci che mangiano carne cruda. Se si tratta di gufi o civette - per esempio -  essendo cacciatori notturni si cibano dopo il tramonto, quindi lasciamogli  a disposizione della carne cruda che mangeranno quando ne sentiranno la necessità;
- se sono feriti, devono essere riposti in una scatola di cartone informando del ritrovamento la Centrale della Polizia Provinciale di Bergamo al n. 035387240;
- se infine si tratta di un esemplare sano, anche se ancora incapace di volare e non in pericolo, in linea generale dobbiamo lasciarlo nel luogo di ritrovamento; se ciò non è possibile per la presenza di predatori - gatti, cani cornacchie etc - che non si riesce ad allontanare o se il nidicaeo è ferito deve essere riposto in una scatola di cartone imbottita con fogli di carta assorbente da cucina o fogli di giornale e del ritrovamento deve essere informata la Centrale del Corpo di Polizia Provinciale, in via Tasso 8 a Bergamo, Telefono 035 387240 - Numero verde: 800 35 00 35 - Fax 035 387894 segreteria.polizia@provincia.bergamo.it.

Non toccate i cuccioli, non sono abbandonati!

Da tempo la Polizia provinciale di Bergamo ha avviato una campagna di sensibilizzazione per la tutela della fauna selvatica rivolta a tutti coloro che, frequentando gli ambienti naturali della bergamasca, possano imbattersi in un cucciolo, molto spesso di capriolo, ma anche piccoli di uccelli che nascono nelle aree verdi urbane che sembrano essere abbandonati.
Il consiglio per tutti però è: "non toccateli, non pensate che siano abbandonati, non è così! La loro mamma può essere poco distante a cercare cibo. Il rischio è che poi possa davvero abbandonarli sentendo odore umano!".
I consigli che costituiscono la campagna di sensibilizzazione sono raccolti in opuscoli gratuiti disponibili presso: Corpo di Polizia Provinciale, in via Tasso 8 a Bergamo, Telefono 035 387240 - Numero verde: 800 35 00 35 - Fax 035 387894 segreteria.polizia@provincia.bergamo.it

Per ulteriori informazioni visita il sito: http://www.provincia.bergamo.it/Provpor/provBgViewEditorialNewsProcessWAI.jsp?editorialID=129786

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